Sebbene la crisi abbia toccato un po’ tutti i settori, l’e-commerce è rimasto immune alle altalene del mercato, mantenendo forte e costante la sua crescita, fino a diventare, oggi, uno dei maggiori tiranti della nostra economia.

Solo nel 2014, il fatturato medio delle aziende italiane operative su internet, è cresciuto dell’8% arrivando a sfiorare i 24 miliardi di euro. Sicuramente c’è ancora molto da fare e la crescita prevista è in continua evoluzione, soprattutto se confrontiamo i dati del mercato italiano con quelli del resto del mondo.

Con queste premesse, è facile intuire i motivi che spingono molti imprenditori, commercianti, professionisti, ma anche artisti e operatori culturali a orientare la propria attività alla rete.

Numerosissimi i vantaggi del commercio elettronico rispetto a un mercato tradizionale. Anzitutto la visibilità: una buona “vetrina” virtuale, realizzata con un’ottima grafica e impostazioni multilingua, può raggiungere qualsiasi utente nel mondo.

Per non parlare dell’abbattimento dei costi: i prodotti giungono direttamente dalle fabbriche (sono sempre meno le giacenze), a tutto vantaggio delle spese di gestione.

Fin qui sembra tutto molto semplice e vantaggioso, in realtà le cose non sono così facili. Esistono infatti precise norme fiscali cui attenersi, imposizioni IVA, trattati internazionali, gestione della comunicazione e delle strategie di vendita.

Qualunque sia il campo di interesse, dal gioco elettronico, alla moda, al turismo, all’editoria o quant’altro, il miglior consiglio è quello di procedere con competenza e cognizione di causa.
Per ottenerle è sufficiente iscriversi e seguire con attenzione al corso di e-commerce Milano, in grado di offrire un’ottima preparazione in logistica, analisi predittiva, marketplace, internazionalizzazione, ecc.

Tra i migliori, segnaliamo il master part-time promosso dal Sole24ore oppure i corsi o i seminari (a volte gratuiti), gestiti o patrocinati da quasi tutte le camere di commercio.

E’ importante tener presente che la formazione non può limitarsi a un solo corso, ma è necessario un costante aggiornamento perché le regole, sia fiscali che di vendita, variano di anno in anno insieme ai gusti degli utenti e all’implementazione tecnologica.